Costi e benefici dell'Adattamento Domestico

Adattare l'ambiente domestico alle esigenze della non autosufficienza e dei care-giver significa ridurre l'esigenza di interventi assistenziali domiciliari e prevenire o rimandare nel tempo la necessità di inserimento delle persone in strutture a carattere semiresidenziale (centri diurni) o residenziali (case di riposo, case residenza anziani, case protette, RSA residenze sanitarie assistenziali) sia per la gravità dei deficit sia per il venire meno della capacità di cura della rete parentale.

La ricerca svolta dal CRA di Bologna

Il Centro Regionale Ausili di Bologna ha avviato dal 2010 una ricerca sulla valutazione dei costi sociali e dei benefici percepiti rispetto alla proposta di ausili e soluzioni per l’autonomia e il benessere delle persone con disabilità e anziani. La ricerca si è sviluppata sul territorio della provincia di Bologna, in stretta collaborazione con il CAAD di Bologna e dal 2012 è stata estesa all’intera rete dei CAAD dell'Emilia Romagna, a sostegno delle politiche di sostentamento e sviluppo del tema dell'AD, dei Centri di consulenza collegati, delle linee di intervento e di finanziamento degli interventi di AD.
L’analisi è stata condotta utilizzando uno strumento validato, lo SCAI (Siva Cost Analysis Instrument), che basa l’analisi economica sul concetto di costo sociale.  

I risultati

La ricerca è tutt'ora in corso: i primi risultati ottenuti hanno confermato ben oltre le aspettative l’assunto di partenza, cioè che l’intervento a sostegno dell’autonomia, se ben progettato e condotto, ottiene il più delle volte due risultati concorrenti: migliora la qualità di vita degli utenti e riduce anche molto sensibilmente l’impegno economico legato all’assistenza. I casi analizzati evidenziano con chiarezza il fatto che l’intervento di adattamento, progettato e condotto in modo competente, può essere un formidabile strumento di contenimento del disagio sociale (utente disabile/anziano e famiglia) ma anche delle spese sostenute dalla “società”. I dati che emergono dall’analisi fanno ritenere che uno studio approfondito ed allargato potrebbe portare una serio contributo all’orientamento delle politiche di investimento negli ambiti sociali e dell’edilizia pubblica e convenzionata. 

Il metodo SCAI

"Lo strumento SCAI è stato concepito per aiutare gli operatori socio sanitari a stimare gli aspetti economici connessi alla fornitura di ausili tecnici a persona con disabilità. Lo strumento procede in tre passi:
1) esplicitazione degli obiettivi del programma 2) definizione della sequenza e della tempistica dei singoli interventi che lo compongono 3) compilazione della tabella dei costi di ciascuna soluzione scelta. Questa distingue tra i costi sociali (ammontare complessivo delle risorse umane e materiali mobilitate per l'intervento) e il piano finanziario (il concreto esborso di denaro da parte dei vari attori coinvolti dal programma). L'indicatore economico principale è il costo sociale. Lo SCAI non va inteso come strumento decisionale, ma come uno strumento informativo che si affianca alle valutazioni cliniche, tecniche e sociali necessarie caso per caso consentendo una migliore consapevolezza delle conseguenze economiche di ogni decisione" (tratto da Portale SIVA, Fondazione don Gnocchi)

 
Per approfondire:

- Il metodo SCAI: elementi di analisi dei costi degli ausili, di R.Andrich, Siva Milano
- Lo strumento SCAI: foglio di lavoro, di R.Andrich, Siva Milano
- CAAD di Bologna: valutazione dei costi di adattamento degli ambienti di vita, di C. Bitelli, N. Bensi, M.  Malavasi, Centro Regionale Ausili Bologna, in Abitare Anziani, 1, 2011
- Gli interventi di AD: un costo o un investimento? (slide, marzo 2012), a cura del Centro Regionale Ausili Bologna
- Ausili e costi sociali. Proporre bene le tecnologie assistive conviene, di C.Bitelli, L.Desideri, M.R.Motolese, in Assistenza anziani, ott/nov, 2012

 

AllegatoDimensione
Abitare&Aanziani 1-2011.pdf1014.73 KB
Assistenza anziani ott_nov 2012.pdf219.14 KB